roveja

Riscopriamo un legume antico: la Roveja

La Roveja o pisello dei campi, dal latino Pisum Arvense è un legume antico, protagonista in passato dell’alimentazione dei pastori e dei contadini insieme ad altri legumi poveri. La Roveja è una varietà di pisello dal seme colorato che va dal verde scuro al marrone, fino al grigio. Nei secoli passati questo legume era prodotto su tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana in particolare sui Monti Sibillini, dove i campi si trovavano anche a quote elevate.

La Roveja è un legume antico che è stato quasi del tutto dimenticato ma fortunatamente alcuni produttori continuano a coltivarla dando un contributo importantissimo, perché l’agricoltura deve riprendere in mano la gestione del territorio, valorizzare la biodiversità locale, salvaguardare la specificità del territorio e incoraggiare la coltivazione biologica di varietà specifiche del nostro territorio per evitare la globalizzazione dei mercati e l’omologazione delle produzioni. Bisogna considerare inoltre che è una pianta adatta al proprio ambiente necessita di minori cure e di conseguenza inquina meno. Infatti, la Roveja è una pianta rustica capace di crescere e vivere ad alta quota anche a basse temperature, si coltiva in primavera-estate e non ha bisogno di molto acqua.

L’abbandono degli antichi legumi e la difficoltà nella raccolta hanno contribuito alla non diffusione di questo preziosissimo legume, infatti, la raccolta è molto difficoltosa e faticosa: gli steli sono lunghi e superano il metro di altezza e la roveja deve essere falciata a mano perchè i mezzi moderni sono adatti a lavorare gli steli più bassi della varietà di frumento selezionato e non riescono a lavorare gli steli lunghi delle antiche varietà.

La roveja contiene proteine: 21% nel prodotto secco e carboidrati, anche la concentrazione di minerali è rilevante (in particolare fosforo e potassio) un elevato numero di fibre, sia insolubili, come la cellulosa, nella buccia esterna, sia solubili che contribuiscono al livello di colesterolo nel sangue. contiene inoltre Vitamina B1, niacina ed è ricca di acidi grassi polinsaturi; ha pochi grassi  per cui è indicata per le diete ipolipidiche.

Propongo una ricetta che è piaciuta tantissimo: Tortino di roveja al cumino nero

ingredienti per il tortino
ingredienti per il tortino

Ingredienti:

  • 200 grammi di roveja cotta
  • 1 porro
  • una carota
  • salsa di soia e olio q.b.
  • cumino nero
  • sedano

    tortino di roveja
    tortino di roveja

Preparazione:

Ho tenuto in ammollo per 24 ore circa la roveja, cambiando l’acqua almeno 3 volte al giorno, questo la rende ancora più digeribile visto che verrà cucinata anche per la mia “famiglia pelosa”. L’ho fatta cuocere per circa due ore a fuoco lento con rosmarino , alloro e un pezzetto di alga Kombu. Ho preparato un soffritto a base di porro, sedano e carota a fuoco basso e ho inserito la roveja già cotta, ho continuato la cottura della roveja per circa 20 minuti  e condito con la salsa di soia , infine ho aggiunto mezzo cucchiaino di cumino nero.

La roveja dal punto di vista energetico è composto principalmente dagli elementi Terra, Fuoco e Aria,  ha un gusto dolce e astringente, tende ad equilibrare Kapa ma incrementa Vata e moderatamente Pitta. La roveja è ricostituente , anabolico e la sua energia è calda.

I semi di Cumino nero sono ricchi di vitamine( in particolare B1, B2 e B3) minerali come calcio, acido folico, ferro, zinco e rame, inoltre sono ricchi di acido oleico e acido linoleico. Risulta efficace nella riduzione della pressione sanguigna, nella glicemia per il trattamento del diabete, azione disintossicante e digestiva e grazie alla presenza del timochinone sembra in grado di inibire la proliferazione di cellule cancerose.

In Medicina Ayurvedica allieva Vata e Kapa ma aumenta Pita, agisce sul Fuoco Digestivo(Agni)

La Roveja risulta un ottimo alimento per i nostri cani, ha un alto contenuto proteico, inoltre preparata in maniera corretta e offerta con il cumino che ha anche un’azione carminativa e digestiva si prevengono flatulenza e disturbi digestivi.

 

Autore dell'articolo: Manuela Raja

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *